«La parola è uno strumento povero...
la musica è il linguaggio universale» (Pino Aprile)
«Ti parlo dei Sud» non è solo
uno spettacolo musicale, ma un’operazione culturale necessaria. Nasce
dall’incontro tra la firma saggistica più autorevole sul Meridione, Pino
Aprile (autore del best-seller Terroni), e la raffinata ricerca etno-elettronica
dei Renanera. Il risultato è un’opera di realismo civile che trasforma
decenni di inchieste e riflessioni in canti viscerali, ballate di protesta
e preghiere laiche.
Dopo moltissimi libri e migliaia di chilometri percorsi, Pino Aprile approda
alla musica con le canzoni che ha composto per colmare un vuoto: quello
dell'ineffabile. Laddove la saggistica analizza, la musica "sente".
Ma Pino si spinge anche nel racconto delle sue canzoni, in una maniera
nuova di fare spettacolo: l’autore racconta e l’artista interpreta e lo
fanno spalla a spalla. Il progetto artistico si propone come un ponte
temporale che unisce il mito arcaico (sirene, eroi omerici, formule “magiche”)
alla cronaca brutale (Gaza, Taranto, il dramma dei migranti del Mediterraneo
e quelli che approdarono ad Ellis Island) e un'identità sonora: Il "Sud"
non è qui un genere folkloristico, ma una categoria dello spirito, una
"condizione dell'anima" che parla a tutti i Sud del mondo.
Il rigore narrativo di Aprile trova la sua veste ideale nel sound dei
Renanera. Il risultato si incarna attraverso la voce di Unaderosa, potente,
dolce e ancestrale, capace di farsi interprete di una pietas profonda
e gli arrangiamenti, un equilibrio sapiente tra armonia classica, suggestioni
world-music e urgenza contemporanea.
«Ti parlo dei Sud» è uno spettacolo di resistenza etica. È un viaggio
che parte dalla Puglia, la Calabria, Sicilia e dalla Basilicata per parlare
delle emigrazioni nel Mediterraneo come quelle che fecero tappa ad Ellis
Island, fino ad arrivare alla tragedia di Gaza e ad ogni terra ferita.
Non è solo musica: è la memoria che si fa bussola per navigare la tempesta
della modernità.
Un racconto musicale e teatrale
sulla condizione femminile, tra memoria, dolore e rinascita.
«Se ti vesti di rosso…» è uno spettacolo musicale e teatrale scritto da
Concetta De Rosa, nato da un percorso di ricerca, scrittura e confronto
con diverse espressioni dell’universo femminile.
In scena i Renanera intrecciano musica, teatro e parola, costruendo un
racconto che attraversa epoche, linguaggi e vissuti differenti. Una narrazione
fatta di canzoni, testi originali, poesia e pagine letterarie, nella quale
le esperienze individuali diventano parte di una riflessione più ampia
sulla condizione della donna all’interno della società, del contesto familiare
o lavorativo.
Lo spettacolo restituisce voce a figure femminili diverse e lontane nel
tempo: dalla poesia di Isabella Morra alle parole e alla straordinaria
forza interpretativa di Rosa Balistreri, fino alla vicenda artistica e
umana di Gerardina Trovato. A queste voci si affiancano i racconti tratti
dal libro «Fottuti e fottenti» dell’autrice stessa, insieme a testi originali
e brani del repertorio dei Renanera.
La musica diventa così parte integrante della drammaturgia: non semplice
accompagnamento, ma linguaggio capace di raccontare ciò che spesso le
parole non riescono a dire. «Se ti vesti di rosso…» parla delle vittime,
degli ultimi, di chi subisce violenza e sopraffazione, ma prova anche
a guardare oltre la semplice contrapposizione tra vittime e carnefici.
Racconta infatti anche chi perpetua il male, spesso inconsapevolmente,
perché a sua volta cresciuto dentro modelli culturali, sociali e familiari
che si tramandano da generazioni. È uno spettacolo che non pretende di
offrire risposte semplici, ma vuole aprire domande. Una riflessione sulla
necessità di riconoscere i diritti, superare i ritardi culturali e rompere
quei meccanismi che ancora oggi limitano la libertà e la piena autodeterminazione
delle donne. Attraverso brani originali, canzoni del repertorio Renanera,
grandi successi riletti in chiave mediterranea, poesia e teatro, il pubblico
viene accompagnato in un viaggio emotivo nel quale il dolore non rappresenta
il punto d'arrivo, ma diventa possibilità di consapevolezza, trasformazione
e rinascita.
«Se ti vesti di rosso…» nasce per essere vissuto sul palcoscenico come
un vero spettacolo di teatro musicale: la dimensione concertistica dei
Renanera si fonde con una componente attoriale e narrativa, creando una
forma di spettacolo capace di alternare momenti di forte intensità musicale
a monologhi, letture e momenti teatrali.
Un percorso in cui la musica fa parlare il corpo e la parola fa parlare
la memoria.
«Se ti vesti di rosso…» non è soltanto uno spettacolo sulla violenza e
sulla condizione femminile. È un invito ad ascoltare. Perché ogni storia,
prima di diventare una statistica, è una voce. E ogni voce che torna a
farsi ascoltare può diventare l'inizio di una rinascita.
booking e management spettacolo: ph. 328.8671388
(Antonio Deodati)
Uno spettacolo incentrato sulla
natività ideato dal regista Gianpiero Francese in cui i Renanera sono
l'anima musicale. Le loro canzoni, interpretate anche con la special guest
di Pasquale Laino, si avvicendano tra i testi del regista Pasquale Festa
Campanile, lo scrittore Raffaele Nigro e Papa Francesco declamate dall'attore
Raffaele Castria. Le danze di Federica Posca, Tommaso Stanzani, Lada Romanova
e Nicolai Gorodiskii, completano la bellezza e l'intensità di questo spettacolo.
Un racconto
in musica che ha visto la band lucana cimentarsi nella ricerca e scrittura
di una scaletta composta da vari punti di vista femminili, in un momento
storico in cui l’attenzione a diritti e ritardi culturali non può conoscere
pause. Un percorso tra testi originali, brani propri e grandi successi
che ha visto i Renanera sposare la visione di Fondazione Appennino nella
costante azione di perseguimento, anche attraverso il Festival, di molti
degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile varata dall’Onu.
Ideato e diretto da Gerardo Placido,
noto attore e regista, “Un amore in giallo narciso” è un dramma
teatrale liberamente tratto dal libro di Donata Maria De Biase "Giallo
narciso" (Cairo Editore).
Queste le parole tratte dalle
note di regia: «Una messa in scena che si avvale di bravi artisti, da
me scelti, in cui la parola e la poesia saranno le protagoniste. Con esse
l’arte della musica e del canto dei Renanera per meglio esprimere le emozioni
di questa intensa passione d’amore. È l’amore di Elisa (interpretata da
Underosa), una ragazza che racconta in un diario, un piccolo libricino
d’amore, la sua relazione con un uomo affascinante e bello. Nelle pagine
di questo diario crea un colloquio con la sua cara mamma la quale non
potrà comunque corrispondere. Un giorno, come tanti, dimentica il diario
su un treno e che verrà ritrovato da una viaggiatrice che stava casualmente
sullo stesso treno, di nome Lorella. Lorella, che era seduta di fronte
a Elisa, aveva notato durante il viaggio uno strano abbigliamento della
ragazza ed un fondo di tristezza nel suo sguardo fisso fuori dal finestrino,
con gli occhi lucidi, arrossati, forse da un pianto e che teneva stretto
a sé questo suo libricino e che nella fretta di scendere alla sua stazione
si dimentica sul treno. Lorella, incuriosita, incomincia a leggere il
diario della ragazza e, nelle parole della dolce e fragile Elisa, rivede
se stessa ed alcune fasi della relazione con il suo uomo che l’aveva lasciata
e questa diventa forse l’occasione per affrontare i suoi “fantasmi”. Fantasmi
e misteri che emergono in quella lettura e che si intrecciano in una avventurosa
storia d’amore in cui c’è più di un cuore da salvare».
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