«La parola è uno strumento povero...
la musica è il linguaggio universale» (Pino Aprile)
«Ti parlo dei Sud – Canzoni di
Pino Aprile» non è solo un album musicale, ma un’operazione culturale
necessaria. Nasce dall’incontro tra la firma saggistica più autorevole
sul Meridione, Pino Aprile (autore del best-seller Terroni), e la raffinata
ricerca etno-elettronica dei Renanera. Il risultato è un’opera di realismo
civile che trasforma decenni di inchieste e riflessioni in canti viscerali,
ballate di protesta e preghiere laiche.
Dopo moltissimi libri e migliaia di chilometri percorsi, Pino Aprile approda
alla musica con le canzoni che ha composto per colmare un vuoto: quello
dell'ineffabile. Laddove la saggistica analizza, la musica "sente".
L'album si propone come un ponte temporale che unisce il mito arcaico
(sirene, eroi omerici, formule “magiche”) alla cronaca brutale (Gaza,
Taranto, il dramma dei migranti del Mediterraneo e quelli che approdarono
ad Ellis Island) e un'identità sonora: Il "Sud" non è qui un
genere folkloristico, ma una categoria dello spirito, una "condizione
dell'anima" che parla a tutti i Sud del mondo.
Il rigore narrativo di Aprile trova la sua veste ideale nel sound dei
Renanera (progetto artistico di Concetta De Rosa, in arte Unaderosa e
Antonio Deodati attorniati per l’occasione da numerosi musicisti). Il
risultato si incarna attraverso la voce di Unaderosa, potente, dolce e
ancestrale, capace di farsi interprete di una pietas profonda e gli arrangiamenti,
un equilibrio sapiente tra armonia classica, suggestioni world-music e
urgenza contemporanea.
«Ti parlo dei Sud» è un'opera di resistenza etica. È un viaggio che parte
dalla Puglia, la Calabria, il Molise, la Sicilia e dalla Basilicata per
parlare a Ellis Island, a Gaza e ad ogni terra ferita. Non è solo musica:
è la memoria che si fa bussola per navigare la tempesta della modernità.
Introduzione
di Pino Aprile
«Credo di essere la persona, nella storia, che ha girato più di tutti
al Sud. È stato ovviamente facile battere i predecessori che usavano le
gambe o mezzi ippotrainati, disponendo io di quelli moderni. Ma, per aver
dedicato a questa terra, alla sua (mia) gente, la sua storia, la sua cultura,
tanta parte della mia vita e del mio impegno, ho serena certezza di aver
battuto anche i contemporanei.
L'ho fatto per conoscerlo il Sud, cercare di capirlo, raccontarlo. Una
dozzina di libri sta lì a darne testimonianza (e non ho smesso, ancora).
Ma la parola è uno strumento povero, per quanto puoi affinarlo. La nostra
specie parla da poche decine di migliaia di anni, scrive da poche migliaia
di anni e soltanto da pochi secoli questa abilità è per tutti o quasi
e non riservata a una ristretta élite. Mentre da milioni di anni l'evoluzione
ci ha educato a percepire, elaborare e produrre suoni: la musica è linguaggio
universale, non ha bisogno di traduzione e tutti sono in grado di percepirla,
di “sentirla”, non solo con le orecchie. La conoscenza che veicola non
è trasmissibile verbalmente, essendo la parola contenitore troppo piccolo
per la musica. E tanto di quello che dal Sud promana lo avverti, ma non
riesci a dirlo. Così, si ricorre alla musica (fertile, qui...). Ed è capitato
anche a me di usarla, per insufficienza dello strumento verbale. Un esercizio
che pensavo sarebbe stato limitato a un caso, due (mie canzoni che canta
Al Bano); e invece si è riproposto più volte, sino a quando ho sentito
il bisogno di dare ordine a questa pulsione, rendendomi conto che aveva
prodotto più di quanto credessi.
L'incontro con i Renanera è avvenuto su altri registri: ammiro la loro
passione, mi piace la loro musica, il loro approccio rigoroso, la voce
dolce e potente di Unaderosa, al secolo Concetta De Rosa. Al tempo del
covid, Antonio Deodati (i due sono una famiglia, come si sa) si offrì
di farmi lezioni di Armonia: dopo aver studiato musica da bambino (ero
un promettente fisarmonicista), smisi da adolescente e ho dimenticato
tutto.
Il ritorno al lavoro dei libri, scadenze da rispettare, interruppe quel
rapporto maestro-allievo. Ma ormai eravamo amici. Antonio e Concetta arrangiarono
e interpretarono la mia “Voce del mare” e il risultato ci indusse a continuare.
Sino a questo lavoro monotematico “Ti parlo dei Sud”, che ci unisce anche
per argomento e impegno cultural-politico.
Credo che l'incontro con i Renanera sia arrivato al momento giusto, come
un frutto che per dare il meglio, non va colto prima che sia maturo, ma
prima che lo sia troppo. Questa, almeno, la nostra sensazione, per la
naturalezza con cui questa collaborazione è sorta e procede. Poi, ognuno
valuterà, secondo il suo gusto.»
TRACKLIST:
1. Le sirene di Ellis Island
2. ALKTSM (eielkeytiesem) (guarda
il videoclip)
3. Ninna nanna a Gaza
4. La caduta
5. Il testamento di Abele
6. Le argille di Castellerce
7. La voce del mare (guarda
il videoclip)
8. Triste storia di amore e morte a Pentidattilo
9. La foce
10. La suocera di Diomede
11. Ti parlo del Sud
Prodotto e diretto da: Antonio Deodati & Unaderosa. Arrangiamenti
e direzione archi: Antonio Deodati. Registrazione, mix, mastering: Antonio
Deodati c/o T.S.A.Total Sounding Area StudioLagonegro (PZ). Illustrazioni
delle canzoni: Unaderosa. Grafica di Antonio Deodati. Foto in copertina
di: Paolo Motta (foto Unaderosa), Massimo Zanoni (foto Antonio Deodati).
MUSICISTI
PINO APRILE (voce narrante in 11); UNADEROSA (voce, cori, armonica a bocca);
ANTONIO DEODATI (tastiere, saz, chitarre, percussioni, cori); DANIELE
LEROSE (saz, chitarre, mandolino); CLAUDIO LAGUARDIA (batteria in 1, 2,
4, 5, 6, 8, 10), NICOLO’ DEODATI (percussioni 1, 4, 5, 7, 8, 10, batteria
in 9, 11, cori in 2); LEANDRO SILEO (fisarmonica); PIERPAOLO GREZZI (percussioni
in 2, 3, 6, 7); ALBERTO ORIOLO (violino, cori in 1, 9); ROSANNA VITACCA
(violoncello); IAN SANDS (batteria in 3 e 7, percussioni in 2, 9); KAROLA
DE ROSA (cori in 1, 2,9), ALDO GURNARI (bouzouki in 6); ANTONINO BARRESI
(ciaramella lucana in 6, flauto traverso in 8); GIANNI ZONGARO (chitarra
in 9; ANTONELLO MANGO (basso elettrico in 4, 9, 10, contrabbasso in 11);
NELLO D’ANNA (basso elettrico in 1 , 5, 7); VITO SANTAMATO (basso elettrico
in 6, 8); GIANLUCA SANZA (basso elettrico in 2, contrabbasso e didgeridoo
in 3); GIORGIA IELPO (cori in 2); DIEGO PISANO (cori in 2).